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QUEL CHE MUOVE C'è una cosa di cui si sente forte il bisogno per la nostra collettività: è il dibattito, il confronto serio, approfondito, non demagogico, non esclusivamente polemico. Ne ha bisogno la politica, ne hanno bisogno i cittadini frastornati dal clamore delle voci e più che convinti dalla serietà degli argomenti. Ne abbisogna la soluzione dei problemi che non può essere lasciata alla polemica senza senso, all'accusa immotivata, alla difesa di principio, all'incapacità di convergere su qualcosa di comune, alla carenza di personale politico preparato quanto distaccato, coinvolto politicamente quanto personalmente sereno. |
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PERCHE' DEFINIRE L'uomo definisce le cose per cercare di capire che relazione c'è fra se stesso e quel "pezzo di realtà" che la definizione prende in considerazione. Una volta oggettivata nel linguaggio questa relazione è comunicabile ad altri: le varie definizioni possono confrontarsi e correggersi, la conoscenza accumularsi ad arricchirsi.Quando la cosa da descrivere è un pezzo della natura umana, il problema si complica: non si tratta più solo di capire come ci relazioniamo con il mondo esterno, ma di "prendere in mano" e cercare di oggettivare dimensioni interiori molto profonde che proiettiamo nel nostro agire sociale. |
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TUTTI PARLANO, MA... Ogni persona che incontriamo si distingue, almeno in una cosa, da tutte le altre. Ciascuno è, in qualche modo, unico e irripetibile. Possono certo esistere delle affinità fra un individuo e l'altro, delle somiglianze che immediatamente balzano all'occhio, ma, contemporaneamente, non possiamo fare a meno di notare la singolarità, il tratto caratteristico. Ciò che di questa peculiarità più ci colpisce - positivamente o negativamente - è il modo di comunicare, inteso nel senso più ampio, e dunque ciò che riguarda il linguaggio, il tono della voce, i gesti, lo sguardo e tutti quegli elementi attraverso i quali ciascuno di noi, consciamente o inconsciamente, esprime se stesso. |
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ANTROPOLOGIA POLITICA Antropologia: da anthropos (in gr. "uomo") e Iéghein (in gr. "discorrere").Con Antropologia politica si intende lo studio dell'uomo come homo politicus, considerato nelle molteplici connessioni fra gli stati fisiologici e le caratteristiche del suo comportamento politico.L'Antropologia politica, in quanto successiva specializzazione (particolarmente per influsso dello strutturalismo) dell'antropologia sociale, nega che il fatto politico costituisca un complesso di relazioni isolato o marginale rispetto agli altri fatti sociali. |
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URGONO ANTICORPI CONTRO IL DEGRADO DEL SISTEMA POLITICO Se per “politica” intendiamo non solo quella che si fa dentro il “palazzo” ma ogni situazione dove le interazioni fra le persone devono essere coordinate, e se pensiamo che la formazione non sia una semplice trasmissione di modelli (di pensiero o di comportamento) da contenitori "pieni di sapere" (gli esperti) a "scatole vuote" (gli utenti) ma che sia invece una continua rielaborazione del fare quotidiano e una via per imparare a pensare in modo più complesso e articolato, allora potremo concepire la formazione alla politica innanzitutto come ricerca (cioè conoscenza profonda e non lineare) dell' agire sociale. |
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